Zio Dade parte e lo farà nella sua solita maniera brusca, scontrosa, polemica, odiosa, arrogante ma sempre piena di significati.
Zio Dade parte ad inseguire il suo sogno malgrado lui, il Dade, non mi abbia voluto dire nulla perchè pensa (non a torto) che io non approvi del tutto la sua scelta… ma è la sua scelta e non sarò io a remargli contro anzi, suo malgrado, spererò fino alla fine che lui possa coronare il suo sogno purchè questo sia genuino e stimolato da principi sani.
Zio Dade parte a fare il soldato e lo fa con il suo solito rumorosissimo silenzio rabbioso; silenzioso, senza parlarmi se non per cercare lo scontro e la provocazione che però oramai non trova perchè ho optato per il silenzio.
Zio Dade pensa che io, il comunista, provi un profondo odio verso le divise. La divisa di mio padre, di mio bisnonno, di alcuni miei amici ma lui, il Dade, non ha capito che il mio disprezzo è sempre stato solo verso “I Rambo”, i violenti, gli arroganti, quelli che dimenticano che la divisa è solo uno straccio per portare quattro soldi a casa e che alla fine della fiera ci sarà solo lui e la sua divisa!
Zio Dade pensa che io, sia a favore dei “Ladri Rom”, degli “Africani Papponi”, dei “Sudamericani spacciatori“, dei “mafiosi cinesi” senza capire che in fondo io sono solo a favore di una nazione di gente onesta, che lavora e pensa al futuro suo e della collettività aldilà del suo colore di pelle o della forma degli occhi. Lui non ha mai capito il mio discorso sul fatto che se fosse nato in Romania magari sarebbe nato Rom pure lui e che ho conosciuto tanti Italiani ladri e onesti stranieri ma per questo, chi sbaglia deve sempre pagare!
Zio Dade parte e nei suoi pensieri c’è sempre e solo l’idea che io sia sempre e solo contro di lui, contro le sue idee, contro i suoi hobbies. Zio Dade non ha mai capito che le mie critiche sono solo una forma di discussione per cercare di capire quanto fossero radicate le sue convinzioni, fin a dove fosse motivato ad arrivare! Una provocazione per stanarlo dal torpore di un’adolescenza maturata in un periodo difficile per tanti, troppi giovani, che sono cresciuti in un periodo di “lusso” e “agio” e che probabilmente hanno perso la cognizione della realtà, la coscienza di capire che per avere anche solo 10€ in tasca ci si deve spaccare il culo e abbassare la testa, chiunque sia il tuo capo, ortolano, macellaio, barista, tenente o colonnello che sia.
Perché un macellaio testa di cazzo non vale meno di un colonnello testa di cazzo, nonostante lui magari preferisca il colonnello ma pur sempre testa di cazzo!
Zio Dade parte e nemmeno mi saluta nonostate lo avesse già comunicato a Zio Nasone e consorte, amici, parenti e genitori e abbia fatto i proclami su tutti i social-networks.
Non mi saluta, forse, perchè pensa che dirgli “Nonno Dade” e “Vecchio rincoglionito” quando si alza alle 12:00 sia un insulto o una provocazione inaccettabile soprattutto se mossa davanti a Nonna Ossy e Nonno Eppe che bontà loro anche se negano, gli hanno dato più autonomia di quanta non ne abbia avuta il sottoscritto o lo Zio Nasone!
Zio Dade parte con l’idea che io odi i militari in Afghanistan e quindi di conseguenza lui, che si sente già il cuore verde mimetica!
Zio Dade parte con l’idea che io odi le persone di destra.
Zio Dade non ha capito ancora che ci sono persone che fanno i militari e militari che sono persone! E’ una piccola ma sottilissima differenza che per me ha sempre contato tanto e avrei voluto fargliela capire senza litigi, senza discussioni inutili, senza provocazioni.
Zio Dade non ha capito che mi preoccupo per lui, in maniera forse troppo diretta e apparentemente aggressiva ma che gli voglio bene e non vorrei vederlo gettare via la sua vita e i suoi talenti. Vorrei che capisse che non mi piace l’idea che finisca per essere carne da cannone per quattro buzzurri bastardi che stanno al Governo, che pensano che la “pallottola” sia una via diplomatica o il sinonimo di “esportazione della democrazia”.
Vorrei capisse tante cose ma forse non è questo il momento. Né per lui, né per me… che forse, devo capire tante cose di lui…
Forse è il momento dei saluti in silenzio, dei vaffanculo sottovoce.
Forse è l’ora dei “comunista di merda” e “fascista del cazzo!”
Probabilmente è così, perché è così che deve andare e per un ragazzo che parte forse, domani, un uomo con in mano una divisa… ritorna.








è bello come le cose che dovresti dire a quattr’occhi ti è più facile farlo su un blog
Lo so Carmine… purtroppo sono un Ariete… è una terribile aggravante, non una scusante…
Fai come ho fatto io col mio ultimo post, ricopialo (in bella calligrafia e senza errori grammaticali – tu, non io!) e poi donaglielo. Zio Dade capirà che gli vuoi bene, come lo capiamo anche noi da qui.
Non è facile far capire i propri pensieri alle persone, soprattutto perchè quando ce li hai davanti ci sono mille e mille rivoli di idee e di parole inutili, sulla carta è più facile, più diretto e anche forse senza vergogna per chi si ha davanti o cosa si vuole dire.
La rabbia è decisamente più esprimibile e poi scrivere la libera, in un certo senso, e fa chiarezza sui sentimenti che si provano.
La cosa peggiore sono i pregiudizi e i preconcetti anche verso quelle persone che dovresti avere più vicine (i fratelli) e che dovresti conoscere al di la di una semplice parola “comunista” “fascista” o altro.
Certe parole sono come dei muri che non permettono di vedere cosa c’è al di là
E’ lampante che gli vuoi un bene dell’anima, si capisce benissimo anche con l”fascista di m…..da” e tutti gli altri “complimenti”. Che aspetti? Consegnagli subito queste tue riflessioni, sono sicura che anche lui capirà benissimo.
Mio padre era una camicia nera, tiratore scelto, mio zio suo fratello era partigiano; entrambi erano “UOMINI” e quando si trovavano, con i rispettivi commilitoni, erano grandi spuntini, senza tener conto del fatto che gli uni proteggevano gli altri, al momento giusto. Un conto sono le idee politiche, un’altro sono i rapporti interpersonali.
da grande sostenitore delle forze dell’ordine…………..orfana di destra e senza piu’ ideologie riconosco e apprezzo le tue esternazioni…..mi hai commossa , come te anche io vedo ” militari che sono persone ” e non ” persone allo sbando vestiti in mimetica ”………………non e’ la divisa che fa un buon militare , nemmeno il camice bianco un buon infermiere
.
Tanto di quel ”in bocca al lupo ”per lo zio Dade.
M.P.
permettimi una considerazione.
uno stato in un mondo senza guerre sarebbe bellissimo, e abbiamo avuto gente che ha lottato (ed è pure morta) per questo.
purtroppo è ancora un’utopia. e dunque un esercito uno Stato lo deve avere. meglio se sia efficiente, preparato, e all’avanguardia.
Tuo fratello, per quel che mi sembra, ha la fortuna di svolgere una professione (perchè le leve sono abolite) che lo appassiona, e che richiede tutta l’energia, la calma ed il sangue freddo necessari.
imbracciare un fucile in una zona di guerra non è la stessa cosa di un’esercitazione. Là DEVI essere calmo, perchè le conseguenze sono mortali.
abbiamo avuto la fortuna di nascere in un periodo relativamente cacamo di pace che non ha conosciuto guerre. tuo fratello è un servitore dello Stato, ed essendo un militare è chiamato ancora di più ad obberdire non chiedendosi se è giusto o no combattere in un territorio straniero per adempiere a obblighi più o meno diplomatici. non è affar suo. è… un’arma che viene puntata. in pratica, non è colpa sua se le scelte A MONTE sono sbagliate o meno.
non so se abbia mai visto cosa vuol dire stare in una zonna di guerra. Prego Iddio che tu, i tuoi figli e le altre famiglie non ne conoscano mai una
Non mi piace l’idea di essere un braccio armato non pensante… comunque ho capito il tuo punto di vista e lo condivido…
Condivido e sottoscrivo tutto il tuo odio per le generalizzazioni che non fanno pensare ne’ fare un passo avanti all’italietta. Un abbraccio a zio Dade.