LinguaggioBambini

ABBIAMO BISOGNO DI VOI!

Vogliamo realizzare un blogging day* per la piccola Sofia il 21.03.2013

Sofia2

per richiedere che sia riconosciuto il “Diritto alla vita” 

La data scelta non è casuale: il primo giorno di primavera.

Che la rinascita dei fiori e della natura possa essere per Sofia di buon auspicio!!!!

*Il bloggin day è un giorno in cui un gruppo di bloggers decide di parlare di un unico argomento.

Allo scopo di sensibilizzare quante più persone possibili e di far parlare anche i media della piccola Sofia e del fatto che la burocrazia ostacoli la possibilità di curarla. Sofia è una bambina di 3 anni e mezzo, cresciuta perfettamente fino ai 20 mesi poi ha cominciato a zoppicare lievemente, a perdere l’equilibrio. Sofia è affetta da Leucodistrofia Metacromatica tardo infantile, una malattia lisosomiale degenerativa molto rara.

Come ogni bambino al mondo ha tutto il diritto di ricevere le cure e soprattutto di vivere!!!!

Purtroppo lo Stato Italiano vieta l’utilizzo di cellule staminali “Metodo Stamina del Dott. Vannoni” di cui Sofia avrebbe bisogno perché ritenute “dannose” in quanto le cellule Stamina risultano preparate  «non in conformità alle previsioni di legge e in laboratorio non autorizzato» 

I blogger dedicheranno il proprio post a questo argomento.
Per contribuire alla conversazione su Twitter social network usiamo l’hastag

#tuttiperSofia

Mandatemi i link dei vostri blog se intendete partecipare… li riuniremo poi tutti insieme e con Caterina, la mamma di Sofia e Guido, il papà, ci faremo sentire!!!!

L’elenco ufficiale dei partecipanti sarà postato su: http://mammola-ilmondochevorrei.blogspot.it/2013/03/ho-bisogno-di-voi.html

Se volete entrare nella pagina di Sofia… http://www.facebook.com/pages/Voa-Voa/432128990196338?fref=ts

UN ENORME GRAZIE ANTICIPATO A TUTTI VOI!

Categorie: Emozioni, LinguaggioBambini, MestiereGenitore, Salute | Tag: , , , | 1 commento

LE MAESTRE HANNO DUE CUORI.

E non datemi del qualunquista.
Soprattutto mi auguro che vogliate arrivare fino alla fine.

Vorrei dedicare qualche riga ad una donna che, a pensarci bene, ha avuto un ruolo molto importante nella mia vita, nella mia infanzia.
La mia maestra.
Bianca.
Era un nome da favola e io ammetto che ne ero innamorato.
L’amore innocente di un bimbo di 7 anni.

L’ho incontrata oggi con tutta la tribù Dejavù. E’ stato bellissimo poterle far conoscere la mia famiglia. Insomma quello che sono oggi è anche merito suo.
Lei è sempre un sole. Un sorriso eterno.
Nana l’ha subito inondata di notizie, informazioni, racconti, spiegazioni…
Puzzolone osservava lei e il marito con il solito fare sospettoso.

Mi ha ricordato il mio primo giorno di scuola.
Era la seconda elementare e i miei a metà anno scolastico si erano trasferiti in un paese vicino.
Per un bimbo di seconda elementare perdere i propri compagni a metà anno è una tragedia.
Arrivai nella nuova scuola accompagnato da mio padre con il cuore e lo spirito grave. Poco entusiasmo. Lo ricordo ancora.
Ma poi vidi lei con il suo sorriso, disse: “stiamo andando al circo”
Quello fu l’inizio.
E non sottovalutate quanto sia importante per un bimbo un buon inizio. Una partenza con il sorriso. Un nuovo caldo nido. I

Importante almeno quanto per un Hobbiet è la seconda colazione.

Lei, la mia maestra, mi ha tirato fuori questo ricordo.
L’ha raccontato ad Anto con la semplicità con cui si racconta ciò che si è mangiato a pranzo o si mangerà a cena.
Io ho dovuto invece faticare, spolverare il ricordo, respirare forte per sentire nuovamente quell’odore di circo, quella sensazione di nuovo.

Inutile dirlo. Le maestre hanno due cuori.
Uno per la loro famiglia e uno per i loro bimbi.
Ma ci giurerei che se oggi l’avessi chiesto mi avrebbe detto che tutti i suoi bimbi, quella marea di piccoli nani rumorosi e puzzolenti sono stati, sono e saranno sempre una sua grande famiglia… oltre che tanti piccoli pensieri felici.

PS: Mi raccontate le vostre maestre? un vostro pensiero felice?

Categorie: Emozioni, Follia collettiva, LinguaggioBambini, MestiereGenitore | Tag: , , , , , , , , , , | 19 commenti

QUANDO NASCE IL SECONDO FIGLIO – L’ESPERTA RISPONDE

…Gentile Dottoressa Alessandra Girodivento.
La Nana da quando è nato Isha mostra spesso e sovente la sua gelosia.
Sta addosso al fratellino non permettendogli di muovere un solo passo fuori dal suo tappeto/puzzle.
Inoltre gli toglie tutti i giochi e non gli permette di usare nemmeno i suoi… di lui.
Cosa dovremmo fare?

                                                                                       Firmato I Dejavù.

“Carissimi Dejavù,
la piccola Maya è affetta dalla comunissima sindrome della gelosia per il fratellino minore, che è piombato all’improvviso nella sua vita e le ha tolto l’affetto esclusivo dei genitori. Se le toglie anche i giochi è finita: e no, lei non lo permetterà e combatterà fino alla morte!
In realtà i giochi non rappresentano degli oggetti, rappresentano il mondo delle sue certezze a cui lei ha bisogno di aggrapparsi per sapere che è ancora tutto come prima, pur sapendo che qualcosa è cambiato. Come per ogni cambiamento però ci vuole tempo ed elaborazione. Senza tediarvi con teorie e cose simili, passando all’azione:
1) è bene che Maya possa riconoscere dei giochi come esclusivamente suoi e anche quando non li usa più sia lei a dire che Elias può usarli: è lei che glieli presta, pur conservandone la proprietà. Ovviamente ci sono dei giochi che sono solo di Elias e la regola vale anche al contrario. Ci sono però giochi che mamma e papà comprano per tutti e due e così devono essere etichettati: “per tutti e due”. I bambini hanno ben chiaro il concetto di proprietà privata alla faccia di Marx!
2) utilizzare la considerazione che ci sono giochi diversi per le varie età per farle capire che quando era piccina anche lei utilizzava certi giochi e che ora invece ne usa altri. Che anche i suoi vecchi giochi sono sempre suoi, ma lei non li usa perché è cresciuta. Può essere utile in questo caso tirar fuori l’album di quando era piccolina e parlarle di quel che faceva lei all’età di Elias. E’ un modo per ritagliarsi degli spazi da soli con lei e farla sentire importante.
3) Prendere spunto proprio dalla sua storia per spiegarle che anche Elias ha bisogno di andare in giro per casa, di gattonare, perché quello è il suo modo di conoscere il mondo.
4) Non punirla, perché tanto è controproducente. Il suo comportamento sta solo a significare insicurezza e bisogno di avere delle certezze.
5) Provate a utilizzare la Play Therapy, come simpaticamente proposto in questo blog, http://genitoricrescono.com/play-therapy-applicata-vikingo/ magari la trovate utile!”

Un bacione a tutti

                                                                                        Dott.ssa Alessandra Girodivento.

Categorie: Follia collettiva, LinguaggioBambini, MestiereGenitore | Tag: | 10 commenti

AL PEGGIO NON C’E’ MAI FINE

Tempo di crisi, tempo di cambiamenti.
La Nana è un tornado. Immagino che negli States il prossimo sarà dedicato proprio a lei! L’Uragano Maya!!! Minch**, da rabbrividire!
Il primo giorno si è addormentata alle 00:00, il secondo alle 23:30, il terzo idem, il quarto alle 23:00, il quinto idem, il sesto alle 22:30 il settimo alle 22:00 e tutto questo solo scendendo a compromessi. Tutti e tre, puzzolone compreso, attorno al suo capezzale.
Uno le tiene la mano, uno le carezza i capelli e il puzzolone ronfa ma, mondocanò, deve essere presente altrimenti sono palazzi amari per tutti!

Oggi la Nana, 2 anni e 9 mesi, già in versione sindacalista di estrema destra (ognuno viene punito in proporzione alle proprie colpe!) ha cominciato a provocarmi, cercando lo scontro verbale. Forse il suo intento era prendere tempo per non andare a nanna? Non lo sapremo mai… ma… sappiamo con certezza che chi semina vento raccoglie tempesta e Nana ne semina una marea…

“Bascta papà, ti do’ y culaccioni!
“Perchè?”
“Pecche scei un papà monello e cattivo!”
“Io sono cattivo?”
“Sci!”
“…”
“e non ti vojo più!”
“va bene!”
“anche mamma è butta e cattiva!”
“allora cambiamo anche mamma! In realtà era da un sacco che volevamo dirtelo, ma non avevamo il coraggio! Mamma e papà ti vogliono cambiare con una bimba nuova! Con Emma!”
“…”
“Tu dove vuoi andare a vivere?”
“Al pacco, con y bimbi e y scivoli e i dindoli!”
“Va bene. Isha resta con noi!?”
“Anche patatone è monello che mi tocca tutti i zochi!”
“Va bene.. allora dico a nonna Ossy e a nonno Ebbe che andrai a vivere da loro?”
” O.° “
“Oppure preferisci andare a vivere da nonna Anga e nonno Mao??”
“Aaahh”
“…”
“…”
“Io non vojo cambiare mamma e papà!”
” O.° “
” O.° “

Categorie: Follia collettiva, LinguaggioBambini, MestiereGenitore, Nonnismi, Notti Insonni | Tag: , , | 6 commenti

LA NANA E IL DONO DELLA SINTESI

Tra le tante mansioni domestiche, ho il compito di trasportare l’immondizia differenziata all’esterno di Villa Dejavù per permettere agli urlanti mattutini di raccoglierla.
La Nana come sempre mi accompagna sulla porta…..

“Papà” dice Nana
“Dimmi tesoro”
“Dove sctai andando?!”
“Vado a buttare il secco”
“Sctai attento!”
“Va bene!”
“Non pallare con i sconossiuti”
“Amore non penso di incontrarne da qui al cancello!”
“Guida pianno pianno”
“Amore vado a piedi!”
“Sctai attento!”
“Si, adesso chiudi il portone”
“Quando torni busci?”
“Si busso. Adesso vai a Nanna”
“Appetta tante coccole”
“Si, abbracciami. Dai devo andare”
“Papà”
“Dimmi!”
“Dove sctai andando!?”
“A buttare l’immondizia!”
“Lo sciai che oggi ho fatto i capicci!”
“Ti sembra il momento di confessarti?”
“Ciao”
“Ciao”
“Papà!”
“Dimmi”
“Guida con pudencia!”
“Amore devo andare a piedi!”
“mmm”
“…”
“Papà”
“Dimmi”
“bon lavoro”

“Sto tornando amore!”
“Nooooooooooooooooooo”.
“Cosa?”
“Non tonnare. Non devi dommire con me, mamma e Isha”

“…”
“Buon Lavoro papà. Ti vojo benne”
“…”
“Sei felice?”
” O.° “

___________________________________________________________________

Pellona, vi dedico questa vignetta.. te l’avevo promessa.

Categorie: Follia collettiva, LinguaggioBambini, Sonnambulismo | 6 commenti

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