Come risposta a ciò che ha scritto Max Dejavu circa le donne che portano i bambini al parco… posto semplicemente questo video che girava già sui social networks.
Buona visione.
Come risposta a ciò che ha scritto Max Dejavu circa le donne che portano i bambini al parco… posto semplicemente questo video che girava già sui social networks.
Buona visione.
Dopo un periodaccio di clausura dovuta a febbre e/o brutto tempo stiamo finalmente uscendo (in tutti i sensi) con l’avvicinarsi della primavera. In realtà non lo voglio manco dire che poi mi porto male da sola. Comunque un po’ di aggiornamenti sulla casa Dejavu son necessari, un po’ per voi, un po’ per me che non c’ho gli occhi per piangere né il tempo di scrivere da qualche parte la magia (!?) di ‘sto periodo:
Oggi sembra che l’autunno sia entrato rigorosamente in scena da queste parti (e mi dicono anche altrove).
Se con una bambina di cinque mesi in questo periodo era abbastanza facile uscire a passeggiare, tenuto conto delle condizioni meteo, con due diventa un po’ problematico, specialmente se della prima non si ha ancora completa fiducia a farla camminare ai lati del passeggino. Le macchine rappresentano un pericolo – nonchè ossessione - costante per Mammapappa. Papasino, quando c’è, tende a frenare l’stinto iperprotettivo della sua consorte e sottopone persino la nana a prove tecniche di camminata sul marciapiedi senza mani. Devo ammettere che risponde bene, la piccola scheggia impazzita. Già, perchè quando usciamo dalle mura domestiche, Nana sembra un pappagallo fuggito da chissà quale gabbia, pronto a colonizzare nuovi territori e dominare intere zone in mancanza di predatori specifici, unendosi ai suoi simili, anch’essi fuggitivi.
Al parco funziona così infatti. Mammapappa, con la “scusa” dell’allattamento, individua la prima panchina disponibile, possibilmente non vista giochi e si dedica anima e core al suo nuovo amore di sesso maschile, il Nano Puzzolone.
Papasino invece è l’addetto ai giochi di Nana e simili. Già, perchè inspiegabilmente genitore e figlia attirano qualsiasi altro nano che si aggira nei paraggi. Ho assistito personalmente a scene tipo: “Ciao, mi chiamo Francesco e adesso faccio lo scivolo” manco fossimo a una riunione di anonimi alcoolisti. Lui, Papasino, con il suo humour inglese attira tutti i bimbi del parco. Nana, con le sue urla da pagliaccia da circo e il suo entusiasmo… un po’ li allontana, specialmente gli introversi. Ma poco importa, ci sono i giochi! In realtà l’ultima volta sembra aver trovato la sua amichetta del cuore. Sembravano sorelline, si tenevano la mano, si sdraiavano sull’erba (“Ho avuto un’idea… yposiamoci un po!” suggerisce la scheggia impazzita adagiandosi dolcemente (!!??) sul prato). A malincuore si son dovute salutare, con Mammapappa che avrebbe voluto scambiare i numeri di telefono con i genitori perchè in quella bambina ha riconosciuto la sua prima grnade amica del cuore. Papasino, che è molto più con i piedi per terra, ha spento il sogno di Mammapappa facendo notare che non è che possiamo rimorchiare qualsiasi coppia con figli che incontriamo solo perchè ultimamente la nostra vita sociale lascia un po’ a desiderare – “Ci prenderanno per scambisti “- ha sentenziato.
Tutto questo per dire che sì, è arrivato l’autunno e per ovviare all’impossibilità di uscire – nonchè per non impazzire, Mammapappa ha grandi progetti alternativi… prossimamente su questi schermi.
I Dejavù vanno al parco, per far prendere un poco d’aria alla truppa.
I preparativi sono disastrosi. Ovviamente.
Dopo circa un’ora di preparativi domestici, l’armata Brancaleone, riesce a poggiare le regali chiappe su i sedili della Dejavùmobile.
Dopo 15′ di viaggio direzione parco, la Nana in uno slancio di gioia mista ad euforia, si fa andare di traverso la saliva ed esplode in un rigurgito demoniaco che inonda il seggiolino nuovo, sedile posteriore, pantalone e maglietta della Nana.
Mammapappa in un momento di sconforto chiede di essere riconfinata tra le mura domestiche mentre Papàsino, preso da forte senso di compassione decide di proseguire verso la meta prefissata. I Dejavù, deviano leggermente verso il megastore nei pressi del parco, per comperare un pantalone ed una maglietta per cambiare la mise completamente rancida della Nana.
Entra Mammapappa “per fare in fretta perchè tu altrimenti ci impieghi una vita” ed esce dopo poco più di 30′ con uno splendido completino da maschietto!!!! “Quelli da femminuccia erano solo di - Ciao KIKKI – “.
Arriviamo finalmente al parco e La Nana da il suo meglio nell’inseguire piccioni e pavoni che affollano la radura.
Un gruppo di ragazzine delle scuole superiori, starnazza più delle anatre e dei pavoni che girano attorno, gridando disperate che i pavoni sono delle “bestie” pericolosissime soprattutto quando arriva il maschio che per gelosia aggredisce chi sta vicino!!!
Maya, per sfatare questo mito, avvicina il pavone e gli porge un “crecker” e lui gentilmente glielo sfila dalle mani.
Prosegue per altri 2 pacchetti sotto lo sguardo attonito di tutti che non si aspettano che una Nana possa non temere certe bestie fameliche.
Dopo aver sfamato 1/3 dei pennuti del parco, ci dirigiamo finalmente verso la macchina.
Un venditore di palloncini ci aspetta pronto a rifilarci i suoi “pintiji”.
La Nana inizia a farci notare dei Barbapapà che svolazzano legati alla funicella…
Il venditore abbozza un sorriso famelico e già immagina di aver trovato la preda giusta.
Sghignazza…
La Nana chiede…
Papàsino si tocca il portafogli…
Il venditore abbozza un sorriso e inizia a deglutire per cominciare a parlare…
La Nana chiede ancora…
Papàsino come ad un rallenty inizia a frugarsi le tasche…
“Mamma, pendi pintijo Babbapapà?”
“No amore! Non buttiamo soldi per queste sciocchezze! Con i soldi che spenderemmo per un palloncino, possiamo comprare un bel libro, un puzzle o qualcos’altro di costruttivo…”
Papàsino lentamente toglie la mano dalla tasca…
Il venditore comincia a ringhiare…
“Buona giornata” bisbiglia sottovoce Papàsino…
“GRRRRRRRRRR” risponde il venditore…
Oggi ci siamo concessi una “tranquilla” e spensierata passeggiata al parco di Monte Claro (Ca)
Coordinates: 39°14’5″N - 9 °6’52″E
La leggenda racconta che una nota famiglia cagliaritana ebbe una figlia di nome Clara, sfortunatamente affetta da disturbi mentali. Per questa ragione Clara, crebbe nei primi anni della sua vita segregata tra le mura domestiche. Con la sua adolescenza la famiglia decise di costruire una residenza dove poter far crescere la figlia in compagnia di altre persone, affette dagli stessi disturbi, al riparo da occhi indiscreti. Nacque così Villa Clara, una casa in cima alla collina, a distanza dalle “zone bene” di Cagliari, circondata da possenti mura che nascondevano la vergogna di quelle persone.
Così si racconta ma non vi è nulla di certo. Girovagando online trovo il post seguente:
archivio notarile di cagliariMa nemmeno questa notizia può essere confermata. Posso solamente citare la fonte.
Come sia andata non lo sappiamo con certezza. Quello che possiamo raccontare è che il Parco di Monte Claro è meraviglioso. Una immensa oasi verde con prati, laghi artificiali, sentieri affiancati da siepi, palme, carrubi, menta, rosmarino, rose, salici piangenti e altre innumerevoli specie endemiche. Anatre, oche del Campidoglio, piccioni, tartarughe d’acqua, pesci rossi fanno quadrare il cerchio di una delle zone “free-time” di Cagliari.
La nana ha passato il tempo nella zona giochi per bambini, ottimamente fornita di giochi adatti alla sua età, adagiati sopra un morbito manto erboso, accuratamente manutentato dagli addetti del verde.
Pochi pericoli, ma tuttavia non inesistenti.
Nelle zone adiacenti la zona bimbi, nella zona laghetti per esempio, ci sono delle zone puntuali, in cui si rischia di cadere se non direttamente dentro l’acqua, sul bordo ciottoloso dei laghi. Piccoli accorgimenti permetterebbero ai genitori, anche i meno sbadati, di lasciare i loro nani liberi di scoprire il mondo della natura “senza che il lungo braccio della giustizia” debba tenerli necessariamente per mano o per il bavero della giacchetta!
E’ solo un piccolo appunto.
Cos’altro posso dirvi????
Buona passeggiata.
essere se stessi senza un biglietto da visita
mammamogliearchitetto
Pensieri e passioni. In ordine volutamente casuale
Una che Disegna, Scrive, Cucina e Fotografa ma non fa bene nessuna delle quattro cose
pensieri rari e furtivi
di Luca Nisi
il Coma della Ragione e GianDemonio
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tutto ciò che transita nel di me cranio
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